La sclerosi multipla e fatigue. Proviamo a darci voce.
La sclerosi multipla e la fatigue sono profondamente legate, anche se spesso una delle due resta invisibile agli occhi degli altri.
Quando si parla di sintomi della sclerosi multipla, si pensa subito a quelli più evidenti: difficoltà motorie, problemi di equilibrio, disturbi visivi.
Ma esiste una stanchezza silenziosa, persistente, difficile da spiegare.
Si chiama fatigue.
E per chi la vive, può cambiare completamente la qualità delle giornate.
Ci sono periodi in cui le mie giornate sembrano tutte uguali.
Mi sveglio… e sono già stanca.
Preparo la colazione, bevo il mio caffè con tutta la speranza possibile… e sono ancora stanca.
Sintomi della sclerosi multipla: quali sono i più comuni
La sclerosi multipla può manifestarsi in modi diversi da persona a persona.
Tra i sintomi più comuni troviamo:
- fatigue (stanchezza intensa)
- disturbi visivi
- formicolii e intorpidimento
- difficoltà di equilibrio
- problemi cognitivi
Tra tutti, però, la fatigue è uno dei più diffusi e allo stesso tempo meno compresi.
Perché non si vede.
Cos’è la fatigue nella sclerosi multipla
La fatigue legata alla sclerosi multipla è una stanchezza intensa, sia fisica che mentale, che non migliora con il riposo.
Non è semplicemente “essere un po’ stanche”.
È qualcosa che ti attraversa.
Provo a fare le mie cose.
Lavorare, sistemare la casa, pensare al bucato.
E divento sempre più stanca.
Mangio bene, prendo gli integratori giusti, cerco di fare tutto “come si deve”.
Eppure quella stanchezza non se ne va.
Sintomi invisibili della sclerosi multipla: quando non ti sentono davvero
La fatigue non è solo fisica.
È anche mentale.
Ci sono giorni in cui mi sento meno lucida.
Meno brillante.
Non sempre “smart”, come si dice oggi.
E questa è forse la parte più difficile da spiegare.
Perché chi mi guarda… non lo vede.
Quando stai “bene” agli occhi degli altri
Io cammino.
E sono profondamente grata per questo.
Ma il mio camminare è anche un’arma a doppio taglio.
Perché agli occhi degli altri significa:
“Sta bene.”
“Si trucca.”
“Si prepara.”
“Allora non ha niente.”
E invece no.
Ci sono giorni in cui dentro mi sento svuotata.
E il modo in cui vengo trattata, a volte, è difficile da accettare.
Perché percepisco quella sottile linea tra incomprensione e giudizio.
E sì, è doloroso.
E sì, a volte è anche umiliante.
La fatigue e ciò che non si misura
La fatigue nella sclerosi multipla spesso non è rappresentata adeguatamente nella scala EDSS.
Non fa punteggio.
Non si vede davvero.
Ma esiste.
E pesa ogni giorno:
nelle relazioni, nel lavoro, nella percezione di sé.
Come gestire la fatigue nella sclerosi multipla
Non esiste una soluzione perfetta.
Ma esistono piccoli accorgimenti che possono aiutare a convivere con la fatigue:
- ascoltare il proprio corpo
- alternare attività e riposo
- evitare il surriscaldamento
- organizzare la giornata in base alle energie disponibili
Se vuoi approfondire meglio strategie pratiche e quotidiane, ne ho parlato anche qui:
👉 Come gestire la stanchezza nella sclerosi multipla
Io non ho trovato una soluzione definitiva.
Ho trovato un modo più gentile di convivere con lei.
Proviamo a darci voce
Vivere con la sclerosi multipla e la fatigue significa spesso sentirsi invisibili.
Per questo credo che sia importante darci voce.
Raccontare anche quello che non si vede.
Anche quando è difficile da spiegare.
Perché ogni volta che lo facciamo, rendiamo questa stanchezza un po’ meno silenziosa.
E un po’ più riconosciuta.
Conclusione
Se anche tu vivi questa stanchezza che non passa, sappi che non è nella tua testa.
È reale.
Ha un nome.
E merita di essere riconosciuta.
E magari, un giorno, qualcuno guarderà una donna come noi — curata, truccata, apparentemente “perfettamente normale” — e si fermerà un attimo in più.
Non per giudicare.
Ma per capire.
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2 commenti
Mario Viucci
Sintomo molto sottovalutato ed altamente invalidante. Spesso confuso con la poca voglia di fare e per questo ancora più invalidante perché instilla la voglia di mollare tutto e tutti. Purtroppo non c’è soluzione se non adottare la resilienza. È poco ma è sempre meglio del niente. 👋🫂
Piera
Già…..ma come glielo spieghi alle persone?
Sappiamo com’è questa malattia, ma io dico sempre la risonanza con o senza contrasto non vede i retroscena della patologia, ma chi ne soffre li sente e li vede benissimo. Un abbraccio ☺️