Uomo di spalle che cammina in città con due bastoni da trekking, simbolo di resilienza e vita con la sclerosi multipla
Storie e Testimonianze

La storia di Mario, 30 anni di vita e resistenza

Natale è ormai alle porte, con le sue lucine, i colori caldi e il profumo di cannella che riempie l’aria. Questo periodo porta con sé un’atmosfera magica, ma a volte può anche far riaffiorare malinconia e momenti di difficoltà.

Lo so bene: a Natale, l’assenza di chi non c’è più si fa sentire con più intensità, e anche convivere con una malattia come la sclerosi multipla può diventare più pesante. Anche io vivo momenti come questi.

Oggi, però, voglio condividere con te un piccolo segreto che mi aiuta a superare queste giornate: la pratica della gratitudine.

Come la gratitudine può fare la differenza

 

Quando la malinconia bussa alla porta, cerco di concentrarmi su ciò che ho, invece di pensare a quello che mi manca. Questo cambio di prospettiva è stato fondamentale per me, e sono certa che può esserlo anche per te.

Tenere un diario della gratitudine è uno strumento prezioso per coltivare questa abitudine. Ogni giorno, mi impegno a trovare almeno tre motivi per cui essere grata, anche nelle giornate più difficili. E sai cosa? Nei giorni più “down”, rileggere ciò che ho scritto mi aiuta a riscoprire la bellezza nelle piccole cose.

A Natale, i miei motivi di gratitudine possono essere semplici, ma pieni di significato: una candela al profumo di cannella, un bel film natalizio con la mia famiglia, o preparare biscotti insieme ai miei cari. Sono piccole cose che accendono la mia giornata e riempiono il mio cuore.

Un regalo speciale per te

Nella mia ultima newsletter, ho voluto condividere con voi un regalo speciale: la Sfida della Gratitudine, un calendario pensato per accompagnarti giorno dopo giorno nel coltivare questa meravigliosa pratica.

Se non sei ancora iscritta alla mia newsletter, non preoccuparti: puoi ricevere il regalo scrivendomi una mail a info@dariagranara.it.

Credo profondamente che questa sfida, insieme al Diario della Gratitudine, possa essere un alleato prezioso per rendere il tuo Natale più luminoso e sereno.

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Per cosa sei grata questo Natale?

Mi piacerebbe sapere cosa accende il tuo cuore in questo periodo speciale. Scrivimi nei commenti tre cose per cui sei grata questo Natale.

Ti mando un grande abbraccio e ti auguro un Natale pieno di luce e calore.

Con affetto,
Daria

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Mario è una persona speciale, una di quelle che ti parlano con il cuore e ti fanno entrare nella loro vita senza filtri. Leggendo la sua testimonianza di sclerosi multipla, ti sembra di vivere quello che vive lui, e sta solo a te decidere se entrare in punta di piedi nel suo mondo.

Io, leggendo la sua storia, mi sono sentita lì con lui e con sua moglie, in Francia: una coppia che, nella mia immaginazione, profuma di croissant caldi e burro salato. Per me sono la coppia perfetta, di quelle che raccontano l’amore anche senza bisogno di dirlo.

Quella che stai per leggere è la sua storia, scritta di suo pugno.
Buona lettura.


La storia di Mario

Il primo sintomo arrivò nel maggio del 1994, mentre stavo organizzando il mio matrimonio. Uscendo dalla doccia sentii un forte calore al piede sinistro, accompagnato da brividi insoliti, nonostante il pavimento fosse freddo. Dopo una prima visita neurologica mi venne parlato di una possibile malattia autoimmune, ma nel giro di pochi giorni tutto scomparve e io accantonai l’episodio.

Nel gennaio del 1995, durante una vacanza a Cervinia, iniziarono disturbi più importanti: stordimento continuo, difficoltà di equilibrio e formicolio alla gamba sinistra. Un semplice test neurologico rivelò subito che qualcosa non andava. Fui ricoverato al San Raffaele di Milano per accertamenti approfonditi.

Seguirono dieci giorni di esami complessi e spaventosi: potenziali evocati, esame del liquor, risonanze magnetiche. Furono giorni dominati dalla paura e dall’incertezza. Alla fine arrivò la diagnosi: sclerosi multipla, una malattia neurologica cronica di cui allora sapevo pochissimo (oggi è possibile trovare informazioni corrette e affidabili, ad esempio sul sito dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla – AISM).

Nei primi anni cercai di continuare a vivere dando alla malattia il minor spazio possibile, soprattutto mentalmente. Dopo alcune ricadute oculari iniziai le terapie farmacologiche: prima Avonex, poi Tysabri. Col tempo la malattia si è stabilizzata e, da molti anni, le risonanze risultano pulite, come spesso spiegano anche i centri specializzati nella cura della sclerosi multipla, tra cui lOspedale San Raffaele di Milano, punto di riferimento nazionale per le patologie neurologiche.

Oggi convivo con una forma secondariamente progressiva di sclerosi multipla. Non posso più correre, l’equilibrio è instabile e cammino con due bastoni. Ma sono passati più di trent’anni dalla diagnosi. Il matrimonio ha resistito, ho lavorato fino alla pensione e ho realizzato quasi tutto ciò che desideravo.

Da questo lungo percorso ho imparato alcune cose che sento importanti da condividere:

– l’importanza di una diagnosi precoce
– affidarsi a un buon Centro specializzato
– avere fiducia nei medici e nella medicina
– concordare e seguire le terapie
– ricordare che ogni persona è diversa
– stare lontani dalle false promesse sul web
– non arrendersi
– non sentirsi vittime
– continuare a vivere il mondo, nonostante tutto

Questa testimonianza di sclerosi multipla non è il racconto di una resa, ma di una vita che ha trovato un modo diverso di andare avanti.


Approfondimento

Se vuoi leggere anche la mia esperienza personale e il mio punto di vista sulla sclerosi multipla, qui trovi un articolo correlato che completa questa testimonianza:
👉 dal dolore alla speranza


 

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