Giovane donna seduta in una poltrona d’ospedale, con flebo al braccio, immersa nei suoi pensieri durante l’infusione di Rituximab per la sclerosi multipla.
La Mia Storia

l tempo che si ferma: pensieri durante la flebo

Giovane donna seduta, assorta nei suoi pensieri, mentre riceve una terapia in flebo. Il volto sereno, lo sguardo dolce e profondo, immersa nella luce morbida di una stanza silenziosa.

Il tempo che si ferma: pensieri tra una flebo e un respiro

Scrivo la prima bozza di questo articolo proprio dalla mia poltrona verde, mentre sono sotto infusione. Cogliendo sguardi, sensazioni, odori e parole (spesso sussurrate) e pensando che, una volta a casa, avrei potuto farne un bell’articolo.

La malattia ti costringe a rallentare. E rallentare ti costringe a guardarti dentro.

Mentre sono in questa poltrona, attaccata alla flebo per ore, penso al mondo che fuori corre. Corre, sempre. Ignaro di noi, di quelli a cui il tempo sembra fermarsi. Di quelli che vivono giornate intere dentro corsie d’ospedale, in attesa, in ascolto, in sospensione.

In questi momenti, che sembrano foto sfocate, so che sto vivendo qualcosa di importante. Perché sono qui per investire nel mio futuro. Un futuro che vorrei dignitoso, sereno, vissuto fino in fondo. Per me. E per chi mi ama. Scopri qui come ho scoperto di avere la sclerosi multipla.

Se ti interessa sapere di più sul trattamento che sto seguendo, trovi una scheda informativa  sul Rituximab e i trattamenti per la sclerosi multipla.

Riflessioni che restano:

Sono momenti di sapore amaro, a volte letteralmente, a volte emotivamente. Il cortisone lascia un retrogusto difficile da mandar via. E io sogno un sorso di acqua tonica, quasi a volermi purificare il palato, la testa, l’anima.

Ma sono anche momenti di consapevolezza. Di stanchezza profonda, certo. Ma anche di sguardi scambiati con chi siede accanto a me. Altri pazienti. Altre storie. Altre vite che si intrecciano in silenzio, con un sorriso o un semplice cenno del capo.

Se per arrivare a provare tutto questo serviva attraversare la SM, allora oggi posso dire che sono felice di essere diventata la persona che sono. Una donna capace di perdonare, di sentire tutto amplificato ma di non smettere mai di sentire anche gli altri.

Se vuoi leggere di più su cosa significhi per me essere fragili, ti lascio qui un altro mio articolo: Essere fragili è il mio superpotere.

E per me, questo è il dono più grande.

📓 Se ti va, puoi scoprire anche il Diario della Gratitudine – la mia piccola ancora di salvezza, che mi aiuta ogni giorno a trovare uno spazio di pace e di presenza, anche nei momenti più difficili.

3 commenti

  • Fabio Moli

    Rimango rapito dalle tue parole,mi lasciano sempre la sensazione bella di avere grazie a te una speranza,una guida,perché la tua intelligenza non si può misurare ,bisogna secondo me avere verso di te gratitudine perché mi dai la sensazione che senti anche per me.Ti adoro,non potrei mai stare senza te💖amica divertente ,dolce ma profonda

  • Simona

    Cara Daria,
    Ho scoperto un anno fa di avere la SMRR. Una doccia fredda, un fulmine a ciel sereno. Ti svegli una mattina ad hai la vista sdoppiata, ma non gli dai peso perchè devi andare al lavoro; poi una persona mi dice che è ora di andare al pronto soccorso. Ti ricoverano ed esci dopo 8 giorni in cui ti hanno rivoltato come un calzino con la diagnosi.
    Abituata a fare, correre, esserci per tutti, mi ritrovo ad essere io quella che ha bisogno di sostegno e a dover rallentare. Sì, a fermarmi perché il mio fisico non ce la fa a reggere i ritmi di prima. Mi ritrovo a dover ascoltarmi, a darmi la priorità, ad imparare e capire i segnali che il corpo mi manda.
    Ho pianto, e piango ancora ogni tanto, soprattutto quando ci sono novità a livello professionale (ormai il mio lavoro non lo posso più fare); quando il futuro è un po’ un’incertezza; o a ridosso di una vista dalla neurologa.
    Ansia e paura mi hanno accompagnato per i primi 6 mesi, ora un po’ di meno.
    E sai quando non riesco a spegnere il cervello? La notte, che già faccio fatica per la menopausa…
    Volevo ringraziarti per la divulgazione che fai, ma soprattutto perché in te trovo una persona che può capirmi.
    Grazie per avermi letta 😊

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